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In mostra la carne con Photoshop - Orea Malià

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28/03/2011
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 Quando si pensa al lavoro dei fotografi contemporanei ci sono due parole che vengono in mente: creatività e post-produzione.

Quando si pensa al lavoro dei parrucchieri le prime parole alle quali si pensa sono taglio, colore e salone; pensando ai make up artist invece si pensa troppo spesso la parola estetista.

 

Quando un fotografo, un parrucchiere e un make up artist lavorano insieme producono arte.

Negli ultimi anni vi è un brusco ritorno al passato, alla ricerca del bello ideale greco, con specifiche figure professionali e strumenti all'avanguardia che consentono di raggiungere la perfezione di un corpo o di un volto.

 

 

 

L'arte fotografica nel settore pubblicitario e fashion è dunque una finzione, un'immagine perfetta e ritoccata che spesso appiattisce il carattere dei modelli che posano preferendo proporzioni e bellezza alla personalità.

La post produzione fotografica però non sempre viene usata allo scopo di abbellire.

 Due creativi, il fotografo Giovanni Bertolani e l'hair stylist nonché direttore creativo di Orea Malià, attraverso la falsificazione fotografica hanno messo a nudo l'interiorità del corpo umano: la carne del corpo e dell'anima.

 Le foto che hanno realizzato coinvolgono anche personaggi noti come Francesco Facchinetti, lo speaker R.DJ Nicola Savino, il cantante de Le Vibrazioni Francesco Sarcina, il fratello di Fabri Fibra conosciuto come Nesli Rice e Gianni Vernia, comico di Zelig.

Oltre a foto che ritraggono loro e i loro pezzi di carne e spirito ci sono persone comuni, Drag Queen e modelli messi a nudo fino ai muscoli.

 

Il fotomontaggio finalmente rivive la sua rinascita debellando con un colpo di accetta e qualche punto di sutura le immagine da copertina patinate che siamo stati obbligati a vedere. Bortolani mette a dura prova i nostri stomaci mostrandoci il punto borderline di ciò che è reale e ciò che non lo è strumentalizzando concettualmente quel tempio che è stato offerto al nostro spirito e il giorno della morte dovremo restituire: il corpo.

 

La mostra si chiama FAKE TOO FAKE - The final cut e verrà inaugurata venerdì 8 aprile nello spazio Orea Malià, via Marghera 18 (int), Milano. Dal 9 aprile al 7 maggio potrete andare a gustarvi l'esposizione. Potreste rimanere turbati, ma certamente non delusi.  

 

 

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