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La donna e lo specchio, lotta eterna?

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scritto da Flavia Dondolini
21/06/2012
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Specchio, servo delle mie brame, chi ora è la più bella del reame?”. Problema antico quello dell’autostima. Ammettiamolo, qualsiasi donna, di qualsiasi età, paese o colore di pelle, almeno per un periodo della sua vita, ha avuto un rapporto difficile con la propria immagine. Volto o corpo, che sia.

Una superficie riflettente, che spesso, riesce a trasformarsi in un vero e proprio incubo. Occhiaie, brufoletti, orecchie che sbucano troppo dai capelli, naso pronunciato, seno inesistente o eccessivamente abbondante. Ancora, pancetta, fianchi, caviglie grosse, cellulite e gambe storte, sono solo alcuni degli infiniti difetti che ogni donna vede su di sé, trasformandosi, secondo la propria immaginazione, in un mostro in gonnella, che in realtà, forse, vede solo lei. 

 

Nessuna di voi si sente chiamata in causa? Strano.

 

Perché, secondo una ricerca condotta da un gruppo di specialisti del dipartimento di chirurgia plastica ed estetica dell’Università di Ankara, pubblicata sulla rivista medica Aesthetic Surgery Journal, ben il 50% delle donne (200 le intervistate) tra i 20 e i 60 anni, quando è davanti lo specchio, vede la sua figura come un mare di difetti. Il 36% ritiene che, del proprio viso, si salvino soltanto le labbra. Il 26% delle under 25 è insoddisfatto del proprio naso, mentre il 24% del proprio tipo di pelle, troppo grassa, troppo secca, ecc. Sempre riguardo la pelle, le lamentele aumentano al 36% con l’avanzare dell’età.
Al 26%, invece, non piace il proprio contorno occhi, così come al 24% non va giù il proprio sguardo. Intorno ai 40 anni, il naso passa in secondo piano e tutta l’attenzione si concentra su sguardo e “zampe di gallina”: mentre, infatti, il 30% si limita all’applicazione di prodotti anti rughe, il 36% desidera fare qualche ritocchino. Infine, dopo i 55 anni, è la pelle sotto al mento a tormentare il 34%. Per non parlare del resto del corpo!

 

Questa ricerca vuole dimostrare che sono moltissime le donne che specchiandosi notano i propri punti deboli, ma anche che il giudizio va modificandosi con il passare degli anni - ha commentato Billur Sezgin, chirurgo plastico e ricercatore. Il campione osservato ha mostrato sempre di riferirsi alla bellezza di donne più giovani. Si tratta di un paragone poco salutare e sicuramente scoraggiante che le spinge in misura sempre maggiore a rivolgersi ad un chirurgo. Il 20% delle donne che va sotto i ferri ha disordini psichiatrici e, di queste, l’80% soffre, pur non sapendolo, di depressione. I medici devono selezionare solo le esigenze reali, al fine di non creare attese irrealistiche”.


Quindi, provocazione o verità? Siamo tutte così ossessionate dalla nostra bellezza? Ovviamente, dal lamentarsi del proprio aspetto all’arrivare a sdraiarsi sul lettino in attesa di bisturi e protesi, ce ne passa. Sentirsi bella fa bene. Per questo esistono make up, piastre, bigodini, tacchi a spillo e tubini neri.

L’importante è che il difetto non diventi una ragione di vita o, peggio, una malattia. E poi, parliamoci chiaro: “male comune ...

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