Dragon Tattoo: nuova collaborazione per H&M
Nuove polemiche per la nuova capsule collection!
Biker boots, leggings in eco pelle, zip a vista e jeans strappati. Le bad girls e le anime rock non si lasceranno scappare nemmeno un pezzo.
Si chiama “Dragon Tattoo” la nuova capsule collection frutto della collaborazione tra la famosissima azienda svedese di moda low cost, H&M, e la costumista e stylist Trish Summerville, creatrice dei look di Lisbeth Salander, l’androgina eroina di uno dei film più attesi dell’anno, il remake americano di “Millennium - Uomini che odiano le donne” (The Girl with the Dragon Tattoo), diretto da David Fincher.
In uscita lo scorso 14 dicembre in 180 negozi selezionati e sullo store on line, la collezione si ispira al look della protagonista dell’appassionante trilogia “Millennium”, scritta dal giornalista Stieg Larsson, pubblicata postuma tra il 2005 e il 2007 in tutto il mondo, e tradotta, in seguito, in pellicola da tre diversi registi svedesi.
Borchie, giubbotto in pelle, t-shirt e skinny jeans dall’effetto usato e smokey eyes per una giovane hacker, esperta in pirateria informatica, che nel film di prossima uscita - nelle sale italiane a partire da gennaio prossimo - sarà interpretata dall’attrice statunitense Rooney Mara, classe 1985 (nella trilogia svedese, invece, il ruolo della protagonista era stato egregiamente interpretato da Noomi Rapace).
Una collezione fuori dalle righe, tra il gotico e il punk e sicuramente molto lontana da quelle “super lusso” frutto delle collaborazioni tra il brand e grandi nomi come Donatella Versace, Karl Lagerfeld, Jimmy Choo e Consuelo Castiglioni, direttrice di Marni (in vendita negli store dall’8 marzo 2012). Ma anche una linea che ha fatto parlar di sé per motivazioni tutt’altro che “modaiole”: la denuncia è stata mossa da una ragazza canadese vittima di violenza alcuni anni fa. Per la giovane, infatti, H&M avrebbe trasformato questo difficile problema sociale e psicologico (che è lo stesso vissuto da Lisbeth, violentata in diverse occasioni e cresciuta in un contesto familiare difficile) in oggetti di culto per fashion addicted.
Dal canto suo, il brand svedese, oltre a scusarsi con quanti si siano sentiti urtati dalla collezione, ha precisato che la protagonista di “Uomini che odiano le donne” è stata solo un’ispirazione, senza l’intenzione di voler veicolare messaggi specifici.
Successo o insuccesso? Al solito, la parola alle vendite.
Un bacio










