Fashion blogger: fenomeno temporaneo o giornalisti del futuro?
Party esclusivi, regali da favola, vestiti da sogno. Ogni giorno sui blog di moda appaiono decine e decine di post e twitter da I phone.
Seguire i diktat delle fashion week, senza adattare l’ultimo must have a noi stessi, ai nostri bisogni e desideri, determina ineluttabilmente il fenomeno dell’omologazione. Ragazzine più o meno facoltose, o dal fidanzato generoso popolano il mondo del web e stanno avanzando sempre di più (non solo in senso metaforico) verso le front row, le tanto famigerate prime file delle passerelle.
Allora viene spontaneo chiedersi: basta davvero un outfit firmato per dettare la moda? O la moda è di tutti?
Fino a qualche tempo fa, essere blogger era un fenomeno di nicchia e il ruolo di fashion icon e muse della moda spettava alle star appartenenti allo show business. Ora il vento è cambiato e da Chanel a Louis Vuitton, da Prada a Dolce e Gabbana tutti cercano di accaparrarsi i/le blogger. Gli stilisti li fanno sedere in prima fila alle sfilate, i giornali di moda dedicano loro articoli interi e anche noi fashion addict clicchiamo sui loro blog. The Blonde Salad, the Fashion Fruit, Fashion toast , Fashion squad, Style Scrapbook, per nominarne solo alcuni, impazzano sul web e queste studentesse sono diventate idoli per milioni di ragazzine.

Il fashion blogger, si pone come punto intermedio tra lo stilista e il consumatore: la sua attività risulta perciò utile ai designer per comprendere quali siano realmente i gusti del pubblico. L’America ha precorso i tempi, dando i natali a fashion icon come Olivia Palermo e il chiacchieratissimo Bryan boy, noto per indossare tacchi a spillo e giacche al rovescio griffatissime. Americano di origini asiatiche, è stato omaggiato da Marc Jacobs con una borsa che porta il suo nome, essendo fan del suo www.bryanboy.com.
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Il più grande, Scott Shuman di The sartorialist, dopo aver lasciato un lavoro nella moda per accudire la figlia, nel 2005 ha incominciato a girare New York scattando foto da pubblicare sul blog ai passanti più glamour.
La più piccola Tavi Genvinson è diventata celebre per il suo look da vecchietta; ha solo 15 anni e già discetta di moda come una navigata signora snob. Ma da quando il «New York Times» le ha dedicato un articolo nessuno può più fermarla. Gli stilisti se la contendono e la invitano alle sfilate.

I blogger ormai invadono la rete e la usano come loro finestra sul mondo del fashion system. Non posso non citare la mia preferita Andy Torres messicana di origine ma residente in Olanda, giornalista freelance e fashion blogger. Propone sempre outfit originali e mai banali. (J’adore!)

E l’Italia? Fanalino di coda come al solito? Non direi, due più di tutte hanno catalizzato l’attenzione di sé: la bocconiana Chiara Ferragni di The blonde salad. Il suo blog? Un’insalata mista, un mix and match di luoghi, persone e interessi. Nel vestire sceglie capi low cost uniti a pezzi griffati e accessori nuovi o vintage che indossa per gli outfit da pubblicare.
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L’amica del cuore di Chiara si chiama Veronica Ferraro di The fashion Fruit. Ci mostra i suoi outfit, sempre originali, che vanno dal mood romantico a quello rock.

I blogger cambieranno la moda perché hanno un punto di vista nuovo, un po’ per l’età, spesso non arrivano a 20 anni, un po’ perché vivono attaccati a Internet e hanno una visione del mondo a 360°.
Il segreto del successo dei blog? La gente sente il bisogno di immedesimarsi nella moda reale. Le sfilate sono belle ma restano sulle passerelle.
Gabriella














